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Antonio Bueno

Antonio Bueno nasce il 21 luglio 1918, figlio dello scrittore e giomalista Javier Bueno, allora corrispondente a Berlino del quotidiano ‘ABC’ di Madrid, e di Hannah Rosjanska. Trascorsa l’infanzia in Spagna si trasferisce con la famiglia a Ginevra dove si iscrive all’Accademia di Belle Arti e dove si iscrive alle gioventù comuniste.

Esordisce nel 1938 a Parigi esponendo al Salon des Jeunes delle illustrazioni per Le vojage au bout de la nuit di L.F.Céline.

Viene in Italia nel gennaio 1940, insieme al fratello Xavier e alla madre. Reagendo all’insegnamento di tipo tardo-cezanniano, ricevuto in Accademia, si interessa alle tecniche dei primitivi fiamminghi e dei surrealisti. Ritorna da solo in Svizzera, al momento dell’entrata in guerra dell’Italia. L’anno dopo, avendo ottenuto l’esonero dal servizio militare, lascia la Svizzera e torna a Firenze entrando in contatto con Annigoni e altri antifascisti. Nel biennio 1941-1942 le prime mostre a Milano e a Firenze insieme al fratello Xavier.

Nel 1947 Antonio e Xavier Bueno, con Pietro Annigoni e Gregorio Sciltian fondarono il gruppo “I Pittori Moderni della Realtà”, il cui nesso operativo era l’osservazione “oggettiva” del vero, della natura “fonte prima ed eterna della pittura”, nonché la sua riproduzione il più possibile fedele. Nello stesso periodo ha rapporti con De Chirico (che nelle sue memorie lo annovera tra i dieci maggiori pittori da lui conosciuti), dal quale però si dissocia mediante, tra l’altro, una lettera aperta pubblicata nel 1948 su ‘L’Europeo’. Il gruppo si scioglierà nel 1949.

Nel 1956 Espone alla Biennale di Venezia con composizioni di pipe di gesso, gusci d’uovo e gomitoli di spago che la critica definisce neometafisiche.

Nel 1959, finito il periodo metafisico dopo il ritorno dal viaggio negli Stati Uniti, forma il gruppo “Nuova Figurazione”, con Loffredo, Vinicio Berti, Gualtiero Nativi, Alberto Moretti e Leonardo Ricci, con cui esporrà nel 1961 alla Strozzina. Nello stesso anno entra a far parte a Firenze dell’equipe di Quadrante ed espone a Parigi, presentato da G.C. Argan, alla mostra “Cinq peintres de Florence”.

E’ il 1962 quando Bueno propone a Firenze un incontro operativo tra pittori, musicisti e poeti d’avanguardia fondando con essi, l’anno dopo, il Gruppo 70; nello stesso anno allestisce con P. Scheggi e con P. Manzoni la prima mostra in Italia di pittura monocromatica.

Nel 1963 organizza a Palazzo Strozzi, sotto il patrocinio del Comune di Firenze, la mostra internazionale “La Nuova Figurazione” e presenta a Quadrante, assieme a L. Pignotti e a G. Chiari, la mostra “Tecnologica”.

Nel 1964 è invitato con “Homo Technologicus” alla prima mostra di poesia visiva allestita a Reggio Emilia dal Gruppo 63, con cui ha continui contatti; organizza l’anno dopo una mostra nazionale a Firenze di arte-spettacolo che intitola ‘Mostra Luna Park’, ripetuta nel giugno del 1966 a Ca’ Giustinian di Venezia.

Nello stesso anno è l’ideatore, assieme ad Umberto Eco, dell’antipremio ‘Fata’ ed organizza la mostra ‘Atti impuri’ del Gruppo 70 a Pechino.

Partecipa poi (con pitture monocromatiche a rilievo) alla 34 Biennale di Venezia e al “Sixth Annual New York Avant Garde Festival”.

Nel 1969 allestisce, presentato da Lucien Goldman e da Bernard Pingaud, una mostra personale alla Galleria G30 di Parigi, intitolata ”Mostra neopassatista” nella quale espone il quadro Il pompiere e la modella, tema fortunato che tornerà a rappresentare, con numerose variazioni, fino all’ultimo periodo ed annuncia la sua uscita dal Gruppo 70 e dall’avanguardia con una lettera a Sergio Salvi nella quale si autodefinisce pittore di neoretroguardia, dedicandosi definitivamente alla raffigurazione delle sue emblematiche donnine, tema che non abbandonerà più.

Nel 1971 presenta in catalogo la ‘Suite Erotique’ di Picasso, organizzata dalla Galleria L’Indiano di Firenze e allestisce alla Galleria Inquadrature 33, assieme a Luca Alinari, la mostra ‘Eros & Arte’ e la mostra ‘Alla ricerca dei maestri perduti’. L’anno dopo Antonio Bueno diventa professore all’Università Internazionale dell’Arte di Firenze.

Del 1976 è l’incaricato dal Comune di Siena di eseguire la pittura del Palio dell’Assunta.

Negli ultimi anni ’70 si dedica con crescente entusiasmo al genere dei d’après, che aveva inaugurato qualche anno prima con omaggi a Picasso, Campigli, Seurat e Klee. Fabio de Poli realizza un film nello studio di Bueno mentre egli dipinge vestito da pompiere ed allestisce una mostra degli “estintori” allo Studio Inquadrature 33.

Il 1979 è l’anno della collettiva ‘Ab Ovo’, presentata da G. Menna, a Palazzo Vecchio di Firenze, ideata e realizzata in collaborazione con Alinari, Cioni, Guarnieri e Miccini. Il 7 luglio muore, dopo una lunga malattia, il fratello Xavier.

Nell’aprile-maggio del 1981, su invito dell’Azienda di Soggiorno e sotto il patrocinio del Comune di Firenze e della Regione Toscana, tiene una grande antologica che inaugura la nuova sede d’esposizioni d’arte contemporanea a Palazzo Strozzi, con la visita e colloquio del presidente Pertini all’inaugurazione.

Nei primi anni ’80 espone a Milano, partecipa alle fiere internazionali di Basilea, Stoccolma e Francoforte e nel 1984 è invitato e partecipa alla 41° Biennale di Venezia, proponendo un’ampia rassegna di D’après che diventeranno i dipinti fra i più importanti della sua carriera. Del giugno dello stesso anno è la mostra retrospettiva dei Pittori Moderni della Realtà nella Sala d’Arme di Palazzo Vecchio, organizzata dal Comune di Firenze. Antonio Bueno muore a Fiesole, dopo breve malattia, il 26 settembre 1984.

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