L'artista
Marco Ferri
Marco Ferri nasce nel 1968 a Tarquinia, città etrusca di straordinaria rilevanza storica e culturale, luogo che segna profondamente la sua sensibilità artistica. Da giovanissimo partecipa al laboratorio di ceramica Etrusco Ludens, ideato e condotto da Sebastián Matta. Questo incontro risulta determinante: l’esperienza con il grande artista cileno e l’approccio visionario alla materia segneranno in modo duraturo il suo immaginario e la sua poetica. Ferri sviluppa una pratica che attraversa ceramica, scultura e pittura, fondata su un rapporto diretto e sperimentale con i materiali. Il suo lavoro si costruisce attorno a temi ricorrenti come il tempo, la memoria e la trasformazione, con un linguaggio che restituisce una realtà rielaborata attraverso forme essenziali, superfici sensibili e un’intesa carica emotiva. Dopo gli esordi nel campo della ceramica, approda a una scultura pittorica e successivamente a una ricerca che privilegia la superficie, la stratificazione e l’uso di materiali come la ruggine, le patine e gli ossidi.
Lo studio di un artista. Carte in confusione su un tavolo attendono di essere ritrovate, scelte per nuove prove e vecchie adorate sperimentazioni. Pagine che fuggono via da vecchi saggi di storia e si confondono tra fotografie, colle e pennelli. Fogli che giocano a nascondino in attesa di riempirsi di colore.
È il preludio delle opere di Marco Ferri che, come un artigiano, sceglie e cura ogni dettaglio dei materiali che fa dialogare l'un con l'altro, fino a fonderli. La stratificazione della carta porta con sé la memoria delle sue storie e la presenza del colore tiene vivo il ricordo leggero di una giovinezza sempre presente.
L'anima vivace delle opere contraddistingue il lavoro poliedrico di Ferri che spazia tra diversi linguaggi. Resine, carta, vetro si prestano al gioco dell'artista che sperimenta nuove melodie per i suoi temi. Simmetrie meticolose ma non pedanti, moti ondosi, rispondenze equilibrate e dinamiche.
La stratificazione della carta, del legno e della resina diviene così metafora del costruire, che l'artista porta con sé, con tutta la sua esperienza ma con uno sguardo volto al nuovo che non perde mai il fervore e l'entusiasmo dell'innocenza.
Giorgia Salerno
Opere
Acrilici, tela, ferro e cera d’api su legno
Acrilici, tela, ferro e cera d’api su legno
Acrilico, cera d'api e carta su tavola
Acrilici, tela, ferro e cera d’api su legno
Acrilici, tela, ferro e cera d’api su legno
Acrilici, tela, ferro e cera d’api su legno
Acrilici, tela, ferro e cera d’api su legno
Acrilici, tela, ferro e cera d’api su legno
Acrilici, tela, ferro e cera d’api su legno
Acrilici e cera su tela sagomata e applicazioni in ceramica
Carta, acrilici e cera d’api su tavola
Legno, carta, acrilici e cera d’api su legno
Collage, acrilico e olio su carta
