Galleria d’arte la Fonderia presenta La memoria dell’acqua, mostra personale di Roberto Ghezzi, a cura di Erica Romano.
In mostra Naturografie© di acqua e di terra, opere che nascono da un processo ideato dall’artista che permette agli elementi naturali di depositarsi nel tempo su tessuti in materiali ecosostenibili.
In gran parte inedite e create per questa personale fiorentina, le tele di Roberto Ghezzi racchiudono un lento processo creativo, che si basa su un’educazione alla pazienza e al rispetto per la materia naturale con il quale si va ad interfacciare. Interagendo con il paesaggio, l’artista è come se esortasse la natura ad esprimere sé stessa, la sua storia, i suoi impeti.
L’uomo per sua natura è risultato di ciò che lo circonda: le conversazioni e i rapporti con altri esseri umani, animali o vegetali, mutano l’animo fino alla definizione di sé. Non siamo così diversi dalle tele di Ghezzi, assorbiamo quello che abbiamo intorno e con cui entriamo in contatto, reagiamo per quello che già siamo con un qualcosa che esiste al di fuori di noi. La memoria di quello che eravamo e di quello che siamo diventati. L’acqua, specialmente, porta una memoria fatta non solo della sua composizione ma anche di ciò che nel corso della sua natura mutevole ha raccolto e portato con sé. Nelle opere esposte all’interno della Galleria si raccontano le acque e le terre stesse, ci raccontano la loro storia e ci immergiamo in quelle atmosfere catturate.
Una collaborazione a quattro mani, ma anche un chiedere il permesso, dove la tecnica umana si fonde all’energia dell’ambiente. Dalla pittura ad olio Roberto Ghezzi si è immerso totalmente nei paesaggi che prima rappresentava, ne è diventato un tutt’uno, coinvolgendo fasi di studio e ricerca scientifica, attraverso diari di viaggio e progetti, residenze e mostre. Un percorso ventennale che lo ha portato a lavorare in tutto il mondo, come dimostra il dittico Thybris in esposizione, risultato del lavoro di ricerca svoltosi appositamente per la mostra personale alla GNAM di Roma nel 2023.
