L'artista
Roberto Ghezzi
Roberto Ghezzi (Cortona, 1978) è un artista contemporaneo la cui ricerca si sviluppa da un progressivo approfondimento del rapporto tra natura, immagine e tempo.
La sua formazione inizia all’interno dello studio di scultura di famiglia e si perfeziona all’Accademia di Belle Arti di Firenze, iniziando ad esporre negli anni Novanta. Nel corso del suo percorso abbandona progressivamente la rappresentazione pittorica del paesaggio per approdare a una pratica originale che definisce Naturografie©, neologismo che unisce “natura” e il greco graphé (“scrittura”), per indicare una vera e propria “scrittura della natura”. In queste opere il paesaggio non viene raffigurato, ma l'ambiente naturale agisce direttamente su supporti predisposti dall’artista.
La sua pratica si configura come un’indagine processuale, performativa e interdisciplinare, sviluppata in dialogo con biologi, geologi e altri scienziati. L’artista non si pone come autore dell’immagine, ma come attivatore di condizioni: stabilisce il contesto, l’inquadratura e la durata del processo, lasciando che la natura diventi co-autrice dell’opera. In questo senso, le Naturografie mettono in discussione il concetto tradizionale di autorialità, aprendo a una riflessione sul rapporto tra homo faber e mondo naturale.
Le opere si configurano così come tracce del tempo e autoritratti dell’ineffabile, in cui acqua, sedimenti e processi atmosferici “scrivono” il paesaggio su superfici sensibili, trasformando il supporto in una sorta di memoria stratificata del reale. Ogni lavoro nasce da un equilibrio tra gesto umano e imprevedibilità naturale, in cui il risultato finale resta in parte non determinabile, poiché affidato all’azione del tempo e dei fenomeni ambientali.
Negli ultimi anni la ricerca di Ghezzi si è ulteriormente ampliata attraverso progetti realizzati in contesti estremi, dalla Terra del Fuoco, alla Groenlandia, fino al Nepal, e attraverso un approfondimento del tema del tempo, anche in dialogo con la fisica contemporanea. In questi lavori la dimensione performativa diventa centrale, spesso accompagnata da condizioni operative estreme e da lunghe esposizioni in ambienti naturali.
Il risultato è una ricerca artistica che invita a ripensare il rapporto tra osservatore e natura, fondandosi su un gesto radicale di ascolto e sospensione: fare un passo indietro per permettere all'ambiente naturale di emergere nella sua autonoma capacità di espressione.
Principali residenze artistiche: The Mountain's Eyes, Kathmandu, Nepal (2024) The Greenland Project, in collaborazione con CNR ISP, Tasiilaq, GRL (2022); North Macedonia Project- Art As Nature, NMK (2022); The Writing of Nature, 68 Art Institute and CasermArcheologica, Copenaghen, DK (2022); L’ Planeta de Origen, Ushuaia, ARG (2019); Kunstkvarteret artist house, Lofoten Islands – Leknes, NO (2019); OAW, Tunis and Hergla, TUN (2018); South Africa Project, Blyde River Canyon and Mossel Baai, ZA (2018); Iceland Project, Hofn, Akureyri, IS (2017); Alaska Project, Talkeetna, McCarthy, AK USA (2015).
Opere
Naturografia di lago (Trasimeno)
Elementi naturali su tela
Naturografia di terra (Casentino)
Elementi naturali su cotone
Naturografia di lago (Trasimeno)
Elementi naturali su tela
Gli occhi della Montagna (Annapurna)
Fotografia stenopeica a lunga esposizione su carta cotone
Cianotipia di ghiaccio in fusione su carta
Elementi naturali e fotografia su tela
